La prima battuta che una persona pensa quando non riesce a ricordare dove ha messo le chiavi è che forse inizia a soffrire del morbo di Alzheimer. Ma per una persona con la malattia, questo tipo di perdita di memoria - a breve termine - è estremamente debilitante.
Infatti il primo segno della malattia di Alzheimer è proprio la progressiva perdita di memoria a breve termine. L’Alzheimer è una malattia in forte espansione e si prevede, entro l'anno 2050, che deve affliggere 120 milioni di persone in tutto il mondo.
Per creare nuovi ricordi, i neuroni del cervello devono produrre nuove proteine. Per fare questo, il primo passo è quello di aprire e leggere il DNA, che contiene le istruzioni per la fabbricazione delle proteine. Per leggere il DNA, il neurone favorisce l’inserimento di un residuo chimico (un gruppo acetile) sugli istoni che avvolgono strettamente il DNA. Questi gruppi acetili favoriscono lo srotolamento del DNA per renderlo più accessibile.
I topi colpiti da malattia di Alzheimer presentavano circa la metà di acetilazione degli istoni cghe avvolgono il DNA, rispetto ai topi normali. E questo potrebbe essere alla base della ridotto capacità di memoria.
I ricercatori hanno poi scoperto che somministrando a questi topi afflitti da morbo di Alzheimer, un inibitore HDAC, questo potrebbe migliorare la loro memoria.
Questa classe di farmaci, gli inibitori HDAC, aumentano infatti l’acetilazione degli istoni che avvolgono il DNA e quindi favoriscono la trascrizione del gene. Tale miglioramento porta la memoria ad un livello di prestazione paragonabile ai topi normali.
Per ulteriori informazioni su queste ricerche vedi The Journal of Alzheimer's Disease:
www.j-alz.com/Per ulteriori informazioni su questi centri di ricerca vedi
www.cumc.columbia.edu/dept/taub/G.G.